sabato 30 gennaio 2010

Chi ha paura di chi?

Viviamo in un'epoca in cui la paura viene insinuata con ogni mezzo e in tutte le direzioni: malattie, terrorismo, catastrofi etc. Siamo sicuri che è proprio così? Non sarà che chi manda questi messaggi è proprio il soggetto che ha veramente paura? Se è vero, di cosa ha paura e perchè? A voi le risposte

10 commenti:

  1. In una societa' piena di messaggi negativi che mettono ansia (dalla politica alla medicina passando attraverso tutte le attivita' dell'uomo) credo che siano proprio coloro che questi messaggi lanciano ad aver paura. Lei Dr.Lombardozzi si chiede perche' I politici per ottenere consenso o preservare quello che hanno,i medici per far soldi(gli esami non finiscono mai) A proposito di questi ultimi:qual'e' la cosa a cui l'uomo tiene di piu'? La salute. Allora impauriamolo cosi' si fara' esaminare, visitare, radiografare ecc. ecc. e vivra' sempre piu' nella paura di avere un male gravissimo e cosi' andra' avanti sano ma impaurito fino a quando finalmente il "male " arrivera'. Questo mi ricorda tanto il tenente Drogo del "Deserto dei Tartari" che consuma la sua esistenza sulla fortezza Bastiani nell'attesa del nemico (che non arriva mai) Quando pero' arriva lui e' ormai vecchio e impotente. Andrea cipriani

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  2. Caro Andrea, come diceva Pasternak, non siamo fatti per prepararci a vivere ma per vivere, e c'è una bella differenza. Ci vogliono impauriti per bloccare il flusso della vita, in qualsiasi settore. Ci fanno pensare alla vita, ma la vita o la si pensa o la si vive.

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  3. sono d'accordo, la paura è funzionale al potere.... senza paura si avrebbe il coraggio di "essere". Se "fossimo", non potremmo accettare la situazione sociale, ambientale, di sopravvivenza in cui siamo costretti a vivere in nome della civiltà. (????). Ma l'educazione, il senso di colpa, del dovere, di appartenenza sono fili che ci tengono incollati nella gabbia. Voglio fare i complimenti a questo bello spazio inventato per diffondere il coraggio di essere liberi. Complimenti!!

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  4. Carissimo Dr. lombardozzi, dobbiamo dare piu' visibilita' a questo sito perche' e' importante che si possa creare un gruppo di persone per poter discutere delle varie problematiche per cui il sito e' stato da Lei creato. Che possiamo fare? un saluto Andrea cipriani

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  5. Caro Andrea, grazie per la sua partecipazione. Siamo nati 20 giorni fa e abbiamo al momento già superato i 2500 lettori sparsi in tutta Italia, anche in piccoli luoghi, siamo letti anche in tutta Europa, con picchi maggiori in Inghilterra, ci leggono in Sudamerica, in U.S.A. nella repubblica Ceca , in Grecia, Irlanda ed altri paesi. Stiamo attivando contatti con autori e gruppi di ricerca, siamo stati contattati da persone autorevoli che hanno voglia di collaborare perchè avvertono le potenzialità enormi della rivista e il bisogno della gente di confrontarsi su questi temi liberi dalla paura che ottenebra la mente. Al momento questo è il massimo sforzo che possiamo produrre, ma continueremo cercando di crescere sempre di più, spronati anche da persone come lei che ci danno forza per continuare. Qualsiasi suggerimento in questa direzione lo accetteremo con gioia, come con gioia lavoriamo alla rivista, come gioia vogliamo contribuire a donare a chi ci legge. Grazie ancora
    Marco Lombardozzi

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  6. Ogni giorno sperimento sulla mia pelle gli effetti negativi indotti dal mondo dell'informazione, e ho scelto di sottrarmi a questo condizionamento. Da anni evito di leggere i giornali, quando mi capita di sfogliarli sento la mente e il cuore inquinati dalla morbosità con la quale si descrivono i fatti di cronaca, le violenze, gli stupri. Vedo che il mio stato d'animo cambia; sono assalita da una profonda tristezza e sento che la paura si insinua, mio malgrado, dentro di me. A volte credo che ci sia quasi un compiacimento nella scelta delle brutte notizie che vengono date, come a dire: non dovete stare tranquilli, il mondo è brutto, è sporco, è pericoloso. Allora comincio a temere che un bruto possa aggredire mia figlia, che una malattia o un incidente drammatico possano cambiare la mia vita all'improvviso. So bene che la vita è imprevedibile, ma quello che non mi piace e da cui cerco di difendermi è la negatività, o meglio, il terrorismo indotto da queste dinamiche che chiamano informazione. Perchè, mi chiedo, si descrivono con tanta particolarità i casi di maltrattamenti, come ad esempio in quell'asilo nido di qualche mese fa, di cui fu trasmesso addirittura un video al TG1, e non si parla mai delle tante e tante brave maestre che percorrono chilometri al giorno per raggiungere un altro, qualsiasi asilo nido per svolgere il loro lavoro con amore e dedizione? Perchè invece dei disastri aerei non si parla mai dei tanti aerei che atterrano e decollano ogni minuto nel mondo? Credo che ci sia una scelta di fondo in questa strategia da parte di chi manda questi messaggi: quella di controllare meglio la nostra vita, Quello che mi sfugge è il perchè. Anna Maria Starita

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  7. Annamaria, le persone che hanno paura sono più facilmente controllabili e hanno bisogno di qualcuno che li rassicuri e li protegga. In questo modo chi insinua la paura è poi chi , sotto altre spoglie, viene ad offrire la sua protezione e la sua rassicurazione, e il gioco è fatto. Bisogna alzare la frequenza delle nostre vibrazioni, non farsi condizionare dai messaggi di paura perchè abbassano le nostre frequenze e ci rendono più facilmente prede.

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  8. Chiusi nelle nostre case; stretti nel traffico urbano, imprigionati nelle nostre auto; avvinghiati ad un telefonino il più sofisticato ma di piccole dimensioni possibile e che, al contrario della nostra vettura, che tanto più giganteggia tanto più ci fa sentire importanti, imbastiamo relazioni via etere con persone lontane chilometri, perdendo così la facoltà innata di relazionarci e di aprirci al prossimo.
    L'unica cosa che riserviamo al nostro vicino di "circostanza" non è che uno sgurado fuggente, vago e quanto più "giudicante" possibile. Eh si, il giudizio sul prossimo, sul "diverso" è ormai frutto del nostro vivere quotidiano, della nostra abilità ad arrivare a delle conclusioni irremovibili e quanto mai fondate per difenderci da tutto ciò che non ci è "noto". Ed in questo ambiente prolifica la "paura", ma soprattutto prolifica l'abilità di sfruttare la paura della paura a proprio vantaggio.
    Ignari andiamo avanti, spinti dalla forza inerziale che ci induce a produrre e ad avere sempre di più di ciò che abbiamo; falsamente sicuri del fatto che il "lì" sia migliore del "qui", che star male per ciò che non abbiamo sia meglio che godere di ciò abbiamo. E ci preoccupiamo, di qualcosa che non accadrà mai....

    Forza Marco, io sono con Lei.....
    Alessandro Albanese

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  9. I milioni di vaccini per l'H1N1 che non sono stati utilizzati in tutto il mondo, ma sono stati pagati, sono l'ulteriore testimonianza di una paura indotta ad arte. Questo inverno sono state fatte le prove generali, quale paura ci verrà indotta il prossimo inverno? Da quale "nemico" saremo indotti a proteggerci?

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  10. Mi aspetto un’iniziativa ancora più “violenta”
    Questa mia tesi è supportata dal fatto positivo che molte persone non hanno utilizzato il vaccino, iniziando proprio dai medici.
    Ma loro sono soltanto dei mercanti e forse quello che gli interessa veramente è vendere, vendere, arricchirsi sulle paure delle persone e aumentare il loro potere.
    Circa 2000 anni fa, un uomo di nome Gesù rovesciò i banchi dei mercanti e questo potrebbe ripetersi, non è una minaccia ma una speranza.

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